
domenica 18 gennaio 2026
Escursione sul Dasdana e Dosso dei Galli 2196 m
Le montagne del Passo del Maniva sono una fonte inesauribile di escursioni estive e invernali, con magnifiche vedute panoramiche a 360°che arrivano persino al Gruppo del Monte Rosa. La nostra escursione parte dal Giogo del Maniva 1664 m e sale con regolare pendenza fino al passo del Dasdana 2070 m, dal quale potremo decidere di raggiungere l’omonima cima per una migliore visuale e per cimentarci nella divertente discesa. Tornati al passo si prosegue verso quello di Ravenola che separa la Valtrompia dalla Valsabbia. Si continua con la traccia che conduce alla Sella dell’Auccia per poi deviare a destra e raggiungere i resti della base militare, ora in stato di totale abbandono, posta sulla cima del Dosso dei Galli. Dopo la sosta ci divertiremo a scendere seguendo le tracce degli scialpinisti fino a tornare al punto di partenza.
RITROVI: ORE 7:00 PARCHEGGIO SEDE CAI VIA TOBRUCH DESENZANO – ORE 7:20 CASELLO A4 BRESCIA CENTRO
Per informazioni, scarica la locandina in pdf: Dasdana 2026
Val Venegia e Rifugio Segantini 2174 m
La Val Venegia offre un panorama di rara bellezza: imponente, a due passi dalle maestose cime del gruppo delle Pale di San Martino, ma allo stesso tempo dolce ed affascinante. La nostra escursione ad anello, priva di difficoltà tecniche, ci permetterà di entrare nella grande foresta del Parco Naturale di Paneveggio, iniziando a camminare da quota 1700 m lasciando la strada che dalla statale del Passo Rolle sale verso il Passo Valles. Saliremo dolcemente fino alla malga Venegia 1778 m e alla Malga Venegiota 1824 m, chiusa nel periodo invernale per poi entrare nel Campigol della Vezzana, un ampio vallone glaciale, dove sosteremo a contemplare le vette che ci sovrastano: dal Mulaz ai Bureloni, alla Vezzana al Cimon della Pala.

Un tratto in decisa salita ci permetterà di raggiungere la Baita Segantini (2174 m), sovrastata dal superbo Cimon della Pala, il “Cervino delle Dolomiti”.
Per ulteriori dettagli, potete consultare la locandina a questo link: Val Venegia e Rif. Segantini 2026

Rigugio Alpe Piazza e bivacco Legui 2000 m
Percorso invernale adatto a tutti, molto suggestivo, che darà la possibilità di ammirare il corollario delle Alpi Orobie e delle Retiche, senza dimenticare che presso il rifugio Alpe Piazza sarà possibile fermarsi a gustare le prelibatezze culinarie della tradizione valtellinese che offrono i gestori. L’escursione si svolgerà nella Valle del Bitto (o Valli del Bitto di Albaredo e Gerola) che è una valle secondaria della Valtellina, incuneata nelle Alpi Orobie e fa parte del Parco delle Orobie Valtellinesi.
Raggiunto il paese di Albaredo, proseguiremo per 5 km verso il passo San Marco, dove potremo parcheggiare l’auto e inizieremo a percorrere il sentiero, la strada innevata e dopo poco la mulattiera che, seguendo tornanti e bei traversi, sale al maggengo di Scoccia (1445 m) e poi a Corte Grassa (1614 m) e Corte Grande.
A questo punto la pendenza diminuisce e ci immergeremo, per un breve tratto, nel bosco. Giunti ad un bivio, procederemo per giungere in breve all’alpeggio di Baitridana (1670 m) e, successivamente a quello più grande dell’Alpe Piazza (1830m) e, con un lungo e facilissimo traverso nel pascolo, arriveremo al rifugio. Dopo una sosta ristoratrice, potremo riprendere la salita al pascolo raggiungendo le casere e il Bivacco Legui (2000 m) da cui si gode una splendida vista. La discesa seguirà lo stesso tracciato percorso durante la salita, con qualche variante fuori traccia.
Per ulteriori dettagli, potete consultare la locandina a questo link: Rif. Alpe Piazza 2026

Bivacco Linge e Rifugio Valmalza nel Parco dello Stelvio
Escursione invernale nella valle delle Messi nel Parco nazionale dello Stelvio, ricca di fauna, con partenza dalla località di Sant’Apollonia 1.580 m, a Ponte di Legno. Si segue un’ampia sterrata innevata che la risale fino alla località Case Pradazzo (1.648 metri), con il torrente Frigidolfo a sinistra e si imbocca il sentiero che si addentra nel bosco e sale in modo abbastanza repentino. Usciti dagli alberi, si potrà ammirare il panorama che spazia dal gruppo dell’Adamello fino alla strada del Gavia. Il nostro percorso prosegue, nella stessa direzione da cui siamo arrivati, raggiunge il rifugio Valmalza e si inoltra nella valle fino alla balza rocciosa che aggireremo per raggiungere il bivacco Linge a quota 2273 m. Dopo la sosta si ripercorre a ritroso l’itinerario di salita col Frigidolfo alla nostra destra, si supera l’area pic-nic e le varie baite della valle, per tornare al parcheggio.
BIVACCO LINGE 2273 m – dislivello 700 m – 5h – Partenza: località Sant’Apollonia
Ritrovo: Desenzano del Garda via Tobruch ore 6:30 – Brescia Parcheggio A4 Brescia Centro ore 6:50
Sabato 21 e Domenica 22 febbraio 2026 – Weekend in Val Varaita nel regno dei Walser
Per gli appassionati di escursionismo invernale, una proposta da favola: 2 giorni sulla neve immersi nella natura della Val Varaita, un vero e proprio paradiso per escursionisti ed alpinisti che in inverno si dedicano alla scalata delle bellissime cascate di ghiaccio della valle, allo scialpinismo o alle escursioni con le ciaspole. La Valle ha notevolmente risentito della presenza della popolazione Walser di cui rimangono numerosi lavori di artigianato e soprattutto le case, vere e proprie opere d’architettura alpestre di perfetta integrazione ambientale. La nostra base sarà costituita da un accogliente rifugio alpino in legno e pietra a quota 1812 m, inserito in uno scenario da favola, ai piedi di importanti montagne (Camosciera 2934 m, Auteret, Mongioia 3340 m, Monte Ferra 3094 m, Monte Salza 3326 m, per citarne alcune). Alla sera potremo apprezzare i piatti tipici della cucina piemontese per recuperare le energie spese nel corso della giornata e, se non saremo stanchi, potremo uscire a camminare per ammirare il cielo stellato incredibilmente luminoso ed emozionante in direzione del borgo di Chiazale. A seconda dell’innevamento potremo salire alle Grange Reissass o Sagneres e il secondo giorno raggiungere il Bric Rutund o il lago dell’Autaret.Avremo a disposizione due giorni per ammirare il paesaggio e una natura incontaminata e scoprire pagine importanti della storia geologica delle nostre montagne. Percorsi piacevoli, con panorami unici, uniti al gusto di sedersi a tavola per apprezzare i piatti tipici della cucina piemontese.
ITINERARI ESCURSIONISTICI INVERNALI
1° giorno: Grange Reissass 2385 m – dislivello 590 m – 4 ore oppure Grange Sagneres 2454 m – dislivello 650 m – 5 ore
2° giorno: Lago de l’Autaret 2678 m. – dislivello 850 m. – 6 ore oppure Bric Rutund 2492 m – dislivello 700 m. – 5 ore
EQUIPAGGIAMENTO: GIACCA A VENTO, GUANTI, SCARPONI, CALZE INVERNALI, FELPA IN PILE PESANTE E LEGERA, PANTALONI LUNGHI E INVERNALI, OCCHIALI DA SOLE, THERMOS CON BIBITA CALDA, VIVERI PER PRANZO, BASTONI DA TREK, PILA FRONTALE, ZAINO, COPRIZAINO, COPRICAPO PILE O LANA, MAGLIETTA TRASPIRANTI, RAMPONCINI, CIASPOLE, KIT ARTVA, PALA E SONDA.
IN BORSA SEPARATA (da lasciare in rifugio): INDUMENTI RICAMBIO (pantaloni lunghi e maglietta traspirante), VESTITI PER LA SERA IN RIFUGIO E SCARPE DA GINNASTICA, CIABATTE E KIT IGIENE PERSONALE, ASCIUGAMANO, TESSERA CAI, SACCOLENZUOLO.
La quota include la guida (International Mountain Leader), aperitivo di benvenuto e mezza pensione in rifugio. Sono esclusi i costi di trasporto, bevande ed extra in rifugio.
ISCRIZIONI ENTRO IL 30/01/2026
RITROVI: BRESCIA PARCHEGGIO CARABINIERI VIA SAN ZENO ORE 6:00
Per ulteriori dettagli, potete consultare la locandina: Weekend Val Varaita 2026
Dal 14 al 24 aprile 2026
Un trekking di 10 giorni lungo la costa del Portogallo, tra spiagge infinite e panorami mozzafiato.
Il Cammino dei Pescatori, conosciuto anche come il Fishermen’s Trail o Trilho dos Pescadores, è uno dei più spettacolari sentieri escursionistici d’Europa che si svolge prevalentemente lungo l’oceano. Si tratta di un itinerario di 226,5 chilometri che si sviluppaa lungo la costa del Portogallo affacciata sull’oceano Atlantico, attraverso le regioni dell’Alentejo e dell’Algarve. Il percorso, così denominato in onore dei pescatori che lo percorrevano alla ricerca dei luoghi migliori per pescare, completa, insieme al Camino Historico, la Rota Vicentina, che è un insieme di percorsi che si snodano e che in alcuni casi si sovrappongono, collegando Santiago do Cacém a Cabo de S. Vicente, il punto più a sud-ovest dell’Europa continentale.
Preparatevi a camminare a ridosso di maestose scogliere, tra spiagge infinite e panorami mozzafiato.
Dedicheremo una giornata alla visita della meravigliosa città di Lisbona per poi spostarci sulla costa ed iniziare a percorrere le tappe più belle del cammino dei pescatori, da São Torpes a Lagos.
Un trekking rigenerante, una vacanza immersi nella natura, con soste nelle bellissime spiagge e tuffi nel mare. Le tappe naturalmente potranno subire variazioni a seconda delle condizioni climatiche.
Iscrizioni con versamento caparra € 200,00 entro il 20/01/2026
São Torpes – Porto Covo
Iniziare la grande avventura del Cammino dei Pescatori a São Torpes significa fare un viaggio nel tempo: ci si lascia alle spalle la civiltà industrializzata di Sines per entrare nel Parco Naturale dell’Alentejo Sud-Occidentale e della Costa Vicentina.
Porto Covo – Vila Nova de Milfontes
È la tappa della spiaggia che ci porterà ad attraversare vaste distese di sabbia fine ad Aivados, Malhão e all’isola di Pessegueiro, e a scoprire piccole calette deserte. Si tratta comunque di un percorso faticoso, poiché copre una grande distanza (circa 20 km) e si svolge interamente su terreno sabbioso. Si cammina su spiagge protette da antiche rocce di colore scuro, tra sorgenti d’acqua dolce e dune.
Vila Nova de Milfontes – Almograve
È una tappa breve di 14 km ma che offre viste meravigliose di Vila Nova de Milfontes e del fiume Mira che qui incontra l’Atlantico. Attraversando il ponte di Vila Nova de Milfontes, vedremo la foce del fiume, il villaggio e i pendii ricoperti di macchia mediterranea. Con la bassa marea, si possono contemplare i meandri del fiume e le sue paludi coperte di canneti. Da marzo a ottobre si può assistere a uno degli spettacoli più belli della natura: il volo dei rondoni.
Almograve – Zambujeira do Mar
Da Almograve ci incamminiamo per Zambujeira do Mar, arrivando alla cappella di Nossa Senhora do Mar. Vedremo piccoli porti di pescatori, dune rossastre, pinete e lo spettacolo unico delle cicogne che nidificano sulle scogliere, battute dal vento e dalle onde dell’oceano. Lungo tutta la costa si trovano segni di paleoclimi, climi del passato che sono rimasti “incisi” sulle rocce.
Zambujeira do Mar – Odeceixe
Da Zambujeira do Mar si parte per raggiungere Odeceixe.
Si attraversano le spiagge di Alteirinhos, Carvalhal, Machados e Amália che conducono ad Azenha do Mar, dove si scopre un porto di pesca naturale. Infine potremo godere di uno dei panorami più impressionanti di tutta la regione: la spiaggia di Odeceixe, vista dalla maestosa Ponta em Branco.
Odeceixe – Aljezur
Questa tappa riporta alla spiaggia di Odeceixe, ma questa volta lungo la costa meridionale, che fa già parte dell’Algarve.
Si cammina tra pianure alluvionali, campi coltivati e lande deserte lungo la costa fino ad arrivare ad Aljezur.
Aljezur – Arrifana
Questa tappa tra Aljezur e Arrifana passa per la spiaggia di Monte Clerigo e la mitica Ponta da Atalaia. In una terra ricca di antiche leggende che fanno rivivere la riconquista dei regni musulmani da parte dei cristiani, questa camminata è un vero e proprio viaggio nel tempo. L’itinerario passa per esempio per il ribat di Arrifana, un complesso religioso e militare di epoca musulmana. È l’unico ribat conosciuto in Portogallo ed è classificato come monumento nazionale. Fu fondato da Ibn Qasî, leader politico e guida spirituale del sufismo. Era una fortezza-convento dedicata alla preghiera e alla sorveglianza delle coste.
Arrifana – Carrapateira
Dalla spiaggia di Arrifana si parte in direzione di Carrapateira.
Lungo il percorso si possono ammirare scogliere alte fino a 100 metri, che rivelano un’affascinante storia geologica. Nelle zone più riparate della costa vedremo piccoli porti dediti alla pesca, in particolare di sardine.
Carrapateira – Vila do Bispo
Questo è uno dei tratti più spettacolari del Cammino dei Pescatori. Vedremo incredibili formazioni rocciose e spiagge di grande bellezza come Amado, Murração e Manteiga. Quando il sentiero raggiunge la costa e si unisce alla strada che conduce a Porto do Forno, vale la pena visitare le rovine del villaggio islamico di Ponta do Castelo. Risalente al XII e XIII secolo, il villaggio conteneva almeno 15 abitazioni, un’area per l’essiccazione del pesce e tre forni per il pane. Probabilmente veniva utilizzato solo durante le stagioni più miti dell’anno. La sua posizione in un sito così esposto al vento e all’umidità del mare suggerisce che servisse anche come osservatorio, forse per la caccia alle balene. Per raggiungere Vila do Bispo si attraversa un altopiano solcato da profonde gole scavate nei torrenti. Si arriva poi al Barranco da Pena Furada, una minuscola striscia di sabbia in una piccola insenatura, circondata da maestose scogliere e formazioni rocciose uniche. Poi il sentiero attraversa un sito archeologico, attualmente privo di resti in superficie, ma dove sono stati rinvenuti oggetti in pietra risalenti al Paleolitico.
Vila do Bispo – Sagres
Questa tappa vi porterà alla scoperta del punto più a sud-ovest d’Europa. Sagres significa “sacra” e, per tre millenni, è stato considerato uno dei limiti del mondo conosciuto. Passerete per Cabo de Sao Vicente che si trovava alla frontiera del mare incognitum e veniva chiamato finis terrae, cioè la fine del mondo. Il sentiero vi farà quindi esplorare la costa di Sagres e Cabo de Sao Vicente, classificata come Riserva Biogenetica di Sagres nel 1988.
Sagres – Salema
In questa tappa, la più difficile del Cammino dei Pescatori, lo sforzo è ricompensato dallo spettacolo grandioso delle scogliere calcaree, le cui forme singolari sono delimitate dalle splendide spiagge di Martinhal, Barranco, Ingrina, Zavial, Furnas, Figueira e infine Salema. Attraverseremo corsi d’acqua dominati da tamerici, terreni calcarei ricoperti dalla macchia mediterranea, la laguna di Martinhal, dune, spiagge sabbiose e piccoli isolotti costieri che emergono nel mezzo della baia. Arriveremo a Ponta de Fisga, uno sperone roccioso tra le spiagge di Zavial e Ingrina, che ospitava il forte di Zavial, di cui oggi rimane solo la base. Il paesaggio è magnifico da questo promontorio, da cui si può vedere la costa fino a Ponta da Torre (900 m) a est e Ponta da Atalaia (6 km) a ovest.
Salema – Luz
Vale la pena di portare con sé un binocolo in quest’ultima tappa del viaggio attraverso il parco naturale, soprattutto se si percorre il sentiero nelle prime ore del mattino per poter osservare gli uccelli che compaiono lungo il percorso. Ripenserete ai tempi in cui pirati e corsari attaccavano per terra e per mare. Osservando da vicino la vegetazione sulle scogliere si scoprono orchidee e gigli selvatici, palme nane e numerose piante aromatiche. A Boca do Rio il sentiero attraversa un ruscello che raccoglie l’acqua di diversi fiumi. Paul da Lontreira, più a nord, merita di essere esplorato prima di proseguire il cammino. Si tratta di una zona umida di oltre cento ettari, ricoperta principalmente da canne e code di gatto. All’estremità occidentale della spiaggia di Boca do Rio sono ben visibili i resti di una villa romana. A meno di 2 km da Boca do Rio, in fondo al mare si trovano i resti de L’Océan, una nave francese lunga 60 metri, affondata dalla marina inglese nella battaglia di Lagos, nell’agosto del 1759, durante la guerra dei sette anni.
Luz – Lagos
L’ultima tappa di questo meraviglioso percorso costiero porta nella città di Lagos, da dove i portoghesi partirono alla scoperta dei nuovi mondi. Le scogliere tra la spiaggia di Luz e Ponta da Piedade offrono una gran quantità di informazioni sul periodo della storia della Terra noto come Cretaceo medio, all’epoca dell’estinzione di massa dei dinosauri. Vedrete l’impressionante rilievo carsico di Ponta da Piedade con i suoi archi, i suoi pilastri, le sue grotte e il faro. Arrivando a Lagos, infine, si viene accolti dalla spettacolare spiaggia di Meia Praia. Il forte di Ponta da Bandeira sorveglia l’ingresso del porto di Lagos, dove sei secoli fa iniziò l’avventura delle grandi scoperte. Saluteremo la statua dell’Infante Dom Henrique, promotore delle navigazioni e delle scoperte geografiche fatte dai portoghesi nel XV secolo, nella piazza che porta il suo nome.

